I PROGETTI IN CORSO

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I PROGETTI
IN CORSO IN AFRICA

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PROGETTO IN CORSO
IN AMERICA DEL SUD

1

PROGETTO
IN CORSO IN ASIA

IL FUTURO DEI NOSTRI BAMBINI DIPENDE ANCHE DA TE!

MICROMONDO HA SCELTO LA CONTINUITà
DEL SOSTEGNO E DELLA RELAZIONE

In questa pagina trovi i progetti in corso di realizzazione che Micromondo ha scelto di sostenere in occasione dell’assemblea dei Soci riunitasi il 27 novembre 2018, con l’approvazione unanime di tutti i soci presenti.

Per la maggior parte, si tratta di Progetti in corso da diversi anni in quanto riteniamo sia fondamentale garantire continuità di sostegno ai bambini.
Solo così infatti si può costruire una vera relazione di fiducia e garantire ai bambini una presenza solida e concreta.

Aiutaci anche tu a dare continuità ai nostri progetti!

Sosteniamo i bambini Karen rifugiati nella foresta del Mutraw District | Myanmar

Referente in Inghilterra per il Myanmar: Bwa Bwa Phan (della Phan Foundation, Londra UK)
Referente in Italia: Anita Aye Aye Mya Sacchi

Nuovo progetto, approvato in emergenza il 1° Aprile 2021

In Myanmar dove, dal 1 febbraio 2021, a seguito del golpe militare e l’arresto della leader Aung San Suu Kyi, la situazione è diventata sempre più drammatica e la popolazione civile sta lottando e rischiando quotidianamente per affermare il proprio diritto alla libertà.
Durante un incontro avvenuto a fine febbraio 2021 con Anita, già nostra referente, insieme a suo marito Marco, del nostro storico progetto di aiuto a Suor Anna Teresa in Myanmar, dopo aver condiviso la grande preoccupazione per ciò che sta accadendo e il desiderio di aiutare la sua Terra, Anita ci racconta di una situazione terribile che le sta molto a cuore e che riguarda i bambini di etnia Karen.L’etnia Karen, di cui anche Anita fa parte, è una delle minoranze presenti in Myanmar la cui maggior parte vive nei pressi dei confini con la Thailandia, e da sempre oggetto, come altre minoranze, di persecuzioni  da parte dei militari. 
Purtroppo, con il golpe, la situazione per loro è tornata ad essere ad altissimo rischio e questi bambini insieme ai loro genitori, per sfuggire ai militari,  sono stati costretti a rifugiarsi nella giungla e lì vivono attualmente nascosti, e fanno scuola tra gli alberi. Da lì le persone cercano, con mezzi di fortuna, di attraversare il fiume che separa i due Paesi, ma vengono rispedite indietro dai tailandesi. Non possono tornare nei villaggi, dove le case di bamboo sono state incendiate dopo gli attacchi aerei, così rimangono nascoste nella vegetazione e hanno bisogno di cibo e medicine. Anita è in contatto con persone che vivono in Myanmar, le quali raccontano che a Yangoon le fonti ufficiali dicono che non sparano, ma non è vero: la polizia spara colpi diretti alla testa e sono ormai molti i morti! Gli  attacchi aerei da parte dell’esercito hanno obiettivi civili: villaggi, scuole e Ospedali costringendo i medici a trasferire addirittura i pazienti nella foresta.
Si racconta di una nuova generazione determinata a non tornare indietro e a proseguire nelle proteste nonostante la violenza a cui viene sottoposta; lei è in contatto con la sua amica, Bwa Bwa Phan che ora vive in Inghilterra, anche lei di etnia Karen, che con i suoi fratelli, ha creato una Fondazione, la Phan Foundation, in memoria del loro padre, proprio per aiutare i bambini.
Qui il link alla pagina della Fondazione 

Bwa Bwa Phan è figlia di un leader (Padoh Mahn Sha La Phan), ucciso  nel 2008 dai militari nel periodo delle precedenti persecuzioni,  ed è stata anche lei una dei bambini rifugiatisi a suo tempo nella foresta: per questo motivo lei e i suoi fratelli vogliono aiutare oggi “i bambini nella foresta”.

Il 14 marzo, al fine di approfondire la conoscenza, avviene anche un incontro con Bwa Bwa Phan, su piattaforma Zoom, a cui partecipa anche Anita. Bwa Bwa Phan, in qualità di Director della Phan Foundation, descrive le mission della Fondazione, che sono: facilitare l’istruzione, mantenere viva la cultura Karen, difendere i diritti umani e contribuire a ridurre la povertà nello specifico intento di sostenere la loro comunità d’origine. Tra le iniziative ci sono anche degli Award che vengono assegnati annualmente ai giovani Karen più meritevoli per i loro risultati scolastici e per aver saputo contribuire alla comunità: questo – oltre a dare opportunità di crescita – è pensato con il fine di coltivare il senso di appartenenza e di solidarietà nelle nuove generazioni.

In questo momento di emergenza però, la Phan Foundation si adopera per fare arrivare cibo e medicine a coloro che si nascondono nella foresta.

Tramite lei riceviamo foto e notizie recenti dei bambini e comprendiamo che, attraverso la sua Fondazione, potremmo far arrivare gli aiuti in emergenza ai bambini, senza correre il rischio che questi aiuti vengano intercettati e bloccati dai militari.

Dichiara infatti Bwa Bwa Phan               
“La Phan Foundation collabora con le organizzazioni presenti sul campo della comunità Karen locale consegnando aiuti e trasferendo il 100 % delle donazioni. L’esercito Birmano non permette alle “agenzie” umanitarie e all’ONU di raggiungerli, ma le organizzazioni della comunità Karen trovano vie alternative per far arrivare gli aiuti attraverso canali segreti.  Noi arriviamo da queste comunità. Siamo a nostra volta fuggiti a suo tempo dagli attacchi lasciando tutto ciò che avevamo dietro di noi. Abbiamo tremato di paura nella giungla. Ai bambini non veniva permesso di piangere per evitare che ci sentissero i soldati. Sappiamo ciò di cui ha bisogno la gente e sappiamo chi può riuscire a far arrivare loro l’aiuto.La situazione per gli IDP (coloro che fuggono = International Displaced Person) è incerta e non sappiamo quando potranno tornare alle loro case”

E’ così che Micromondo Odv, nell’Assemblea convocata in emergenza il 1° Aprile 2021, approva, con votazione unanime, il sostegno a questo nuovo Progetto di aiuto ai bambini Karen rifugiati nella foresta: il nostro aiuto serve adesso ed è molto prezioso.

Si decide inoltre e si afferma che la nostra Associazione, Micromondo Odv, sceglie di stare dalla parte del Popolo birmano contribuendo alla diffusione delle sue istanze attraverso i propri canali social.  Attualmente purtroppo non ci sono in prospettiva segnali di risoluzione e nonostante una serie di dichiarazioni di condanna dei governi occidentali e di varie agenzie delle Nazioni Unite, non è chiaro quello che la comunità internazionale potrà fare per influenzare la situazione in Birmania. 

Contributo stanziato nel 2021: 1800,00  euro      

NUOVO PROGETTO approvato in emergenza il 1° Aprile 2021

Referente in Inghilterra per il Myanmar: Bwa Bwa Phan (della Phan Foundation, Londra UK)
Referente in Italia: Anita Aye Aye Mya Sacchi

Il Progetto:

In Myanmar dove, dal 1 febbraio 2021, a seguito del golpe militare e l’arresto della leader Aung San Suu Kyi, la situazione è diventata sempre più drammatica e la popolazione civile sta lottando e rischiando quotidianamente per affermare il proprio diritto alla libertà.
Durante un incontro avvenuto a fine febbraio 2021 con Anita, già nostra referente, insieme a suo marito Marco, del nostro storico progetto di aiuto a Suor Anna Teresa in Myanmar, dopo aver condiviso la grande preoccupazione per ciò che sta accadendo e il desiderio di aiutare la sua Terra, Anita ci racconta di una situazione terribile che le sta molto a cuore e che riguarda i bambini di etnia Karen.
L’etnia Karen, di cui anche Anita fa parte, è una delle minoranze presenti in Myanmar la cui maggior parte vive nei pressi dei confini con la Thailandia, e da sempre oggetto, come altre minoranze, di persecuzioni  da parte dei militari.
Purtroppo, con il golpe, la situazione per loro è tornata ad essere ad altissimo rischio e questi bambini insieme ai loro genitori, per sfuggire ai militari,  sono stati costretti a rifugiarsi nella giungla e lì vivono attualmente nascosti, e fanno scuola tra gli alberi. 
Da lì le persone cercano, con mezzi di fortuna, di attraversare il fiume che separa i due Paesi, ma vengono rispedite indietro dai tailandesi. Non possono tornare nei villaggi, dove le case di bamboo sono state incendiate dopo gli attacchi aerei, così rimangono nascoste nella vegetazione e hanno bisogno di cibo e medicine. Anita è in contatto con persone che vivono in Myanmar, le quali raccontano che a Yangoon le fonti ufficiali dicono che non sparano, ma non è vero: la polizia spara colpi diretti alla testa e sono ormai molti i morti! Gli  attacchi aerei da parte dell’esercito hanno obiettivi civili: villaggi, scuole e Ospedali costringendo i medici a trasferire addirittura i pazienti nella foresta.
Si racconta di una nuova generazione determinata a non tornare indietro e a proseguire nelle proteste nonostante la violenza a cui viene sottoposta; lei è in contatto con la sua amica, Bwa Bwa Phan che ora vive in Inghilterra, anche lei di etnia Karen, che con i suoi fratelli, ha creato una Fondazione, la Phan Foundation, in memoria del loro padre, proprio per aiutare i bambini. Vai al link della Fondazione.
Bwa Bwa Phan è figlia di un leader (Padoh Mahn Sha La Phan), ucciso  nel 2008 dai militari nel periodo delle precedenti persecuzioni,  ed è stata anche lei una dei bambini rifugiatisi a suo tempo nella foresta: per questo motivo lei e i suoi fratelli vogliono aiutare oggi “i bambini nella foresta”.
Il 14 marzo, al fine di approfondire la conoscenza, avviene anche un incontro con Bwa Bwa Phan, su piattaforma Zoom, a cui partecipa anche Anita. Bwa Bwa Phan, in qualità di Director della Phan Foundation, descrive le mission della Fondazione, che sono: facilitare l’istruzione, mantenere viva la cultura Karen, difendere i diritti umani e contribuire a ridurre la povertà nello specifico intento di sostenere la loro comunità d’origine. Tra le iniziative ci sono anche degli Award che vengono assegnati annualmente ai giovani Karen più meritevoli per i loro risultati scolastici e per aver saputo contribuire alla comunità: questo – oltre a dare opportunità di crescita – è pensato con il fine di coltivare il senso di appartenenza e di solidarietà nelle nuove generazioni.
In questo momento di emergenza però, la Phan Foundation si adopera per fare arrivare cibo e medicine a coloro che si nascondono nella foresta.
Tramite lei riceviamo foto e notizie recenti dei bambini e comprendiamo che, attraverso la sua Fondazione, potremmo far arrivare gli aiuti in emergenza ai bambini, senza correre il rischio che questi aiuti vengano intercettati e bloccati dai militari.

Contributo stanziato nel 2021: 1800,00  euro

Progetto Myanmar Karen

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Sosteniamo i bambini della Divine Merci School a Ranchi (Stato di Jharkhand) | India

Referente in India: Sr. Mariacielo Biella – Suore Missionarie di Gesú Eterno Sacerdote (MIJES)
Referente in Italia: Eraldo Calvi

NUOVO PROGETTO

Quest’anno abbiamo stanziato dei fondi per un nuovo Progetto in India. Dal 2015 seguiamo e sosteniamo Eraldo Calvi, un infermiere specializzato attualmente in pensione, amico della nostra socia Grazia. Eraldo, da anni, si reca in India offrendo la sua competenza di infermiere per alleviare le sofferenze dei poveri che vivono negli slums, e noi come Micromondo, l’abbiamo seguito in questa sua opera con particolare attenzione ai bambini. Quest’anno Suor Mariacielo, delle Suore Missionarie di Gesú Eterno Sacerdote (MIJES), chiede a Eraldo e a noi un aiuto in questo momento di pandemia.
La scuola, Divine Mercy School (DMS), di cui si occupa Suor Mariacielo, è situata a 15 Km dalla città di Ranchi che è la capitale dello stato del Jharkhand. Questo stato per la sua conformazione è molto ricco di minerali, carbone, ferro e altro, ma la popolazione è tra le più povere dell’India perché tutta questa ricchezza finisce nelle mani delle grandi imprese che sfruttano le terre sottraendole agli abitanti per i quali, invece, la terra rappresenta l’unica risorsa per sopravvivere.
Qui la popolazione si divide in commercianti e agricoltori. Questi ultimi vivono dei prodotti della terra, ma essendo le famiglie ancora patriarcali, il pezzo di terra che possiedono molto spesso non è sufficiente per tutti, quindi la maggior parte dei giovani e dei capifamiglia sono costretti a cercarsi altri umili lavori. Il muratore a giornata è il lavoro più frequente ma i giorni in cui non vengono chiamati sono davvero numerosi. Per questo motivo, molti preferiscono emigrare in altre zone o (quei pochi che riescono) all’estero, per essere impiegati nelle fabbriche comunque con stipendi miseri e sempre a tempo determinato.
Tutto ciò comporta non poche difficoltà per le famiglie. I ragazzi frequentano la scuola quel tanto che basta per imparare a leggere e scrivere poi l’abbandonano e rimangono in giro a far niente col solo pericolo di darsi ai vizi, diventare alcolizzati, giocare d’azzardo e perdere quei pochi soldi che possiedono.
Questa situazione ha fatto nascere nelle suore la necessità di costruire una scuola, con rette modeste (che coprano almeno le spese vive), per andare incontro alle necessità della gente di questi villaggi e dare ai ragazzi un po’ di istruzione con la speranza di un futuro migliore. Attualmente la scuola è frequentata da poco più di 500 alunni dalla materna alla classe ottava.
Di solito con le rette, molto più basse rispetto a quelle degli altri istituti, la scuola riusciva a chiudere l’anno in parità, ma quest’anno, a causa del Covid-19, si è reso necessario organizzare dei corsi on line, dato che la didattica in presenza è stata vietata. La frequenza alle lezioni, sia per gli insegnanti che per gli studenti, è discontinua e difficile a causa della scarsa e debole connettività Internet in questa zona del paese. Molti alunni non possiedono un telefonino e tanto meno un computer. Le suore, per cercare di risolvere almeno in parte questo problema, hanno messo a disposizione l’aula multimediale della scuola che può essere utilizzata solo da pochi studenti contemporaneamente, sempre per le regole anti Covid.
Un altro grosso problema per suor Mariacielo è riuscire a trovare i soldi per lo stipendio degli insegnanti (non esiste in India la cassa integrazione). Molti genitori, avendo perso anche i lavori precari, non riescono più a far fronte ai primari bisogni della famiglia, né tantomeno a pagare l’iscrizione e la retta scolastica. Il contributo di Micromondo servirà ad acquistare tablet e telefonini in modo che più studenti possano seguire la didattica a distanza e a pagare gli stipendi e le spese degli insegnanti che in molti casi abitano anche molto distanti e quindi devono pagare un affitto per stare vicino all’istituto.

Contributo stanziato nel 2020: 2.000,00 euro

NUOVO PROGETTO

Referenti in India: Sr. Mariacielo Biella – Suore Missionarie di Gesú Eterno Sacerdote (MIJES)
Referenti in Italia: Eraldo Calvi

Il Progetto:
Quest’anno abbiamo stanziato dei fondi per un nuovo Progetto in India. Dal 2015 seguiamo e sosteniamo Eraldo Calvi, un infermiere specializzato attualmente in pensione, amico della nostra socia Grazia. Eraldo, da anni, si reca in India offrendo la sua competenza di infermiere per alleviare le sofferenze dei poveri che vivono negli slums, e noi come Micromondo, l’abbiamo seguito in questa sua opera con particolare attenzione ai bambini. Quest’anno Suor Mariacielo, delle Suore Missionarie di Gesú Eterno Sacerdote (MIJES), chiede a Eraldo e a noi un aiuto in questo momento di pandemia.
La scuola, Divine Mercy School (DMS), di cui si occupa Suor Mariacielo, è situata a 15 Km dalla città di Ranchi che è la capitale dello stato del Jharkhand.
Attualmente la scuola è frequentata da poco più di 500 alunni dalla materna alla classe ottava.
Di solito con le rette, molto più basse rispetto a quelle degli altri istituti, la scuola riusciva a chiudere l’anno in parità, ma quest’anno, a causa del Covid-19, si è reso necessario organizzare dei corsi on line, dato che la didattica in presenza è stata vietata. La frequenza alle lezioni, sia per gli insegnanti che per gli studenti, è discontinua e difficile a causa della scarsa e debole connettività Internet in questa zona del paese. Molti alunni non possiedono un telefonino e tanto meno un computer. Le suore, per cercare di risolvere almeno in parte questo problema, hanno messo a disposizione l’aula multimediale della scuola che può essere utilizzata solo da pochi studenti contemporaneamente, sempre per le regole anti Covid.
Un altro grosso problema per suor Mariacielo è riuscire a trovare i soldi per lo stipendio degli insegnanti (non esiste in India la cassa integrazione). Molti genitori, avendo perso anche i lavori precari, non riescono più a far fronte ai primari bisogni della famiglia, né tantomeno a pagare l’iscrizione e la retta scolastica. Il contributo di Micromondo servirà ad acquistare tablet e telefonini in modo che più studenti possano seguire la didattica a distanza e a pagare gli stipendi e le spese degli insegnanti che in molti casi abitano anche molto distanti e quindi devono pagare un affitto per stare vicino all’istituto.

Contributo stanziato nel 2020: 2.000,00 euro

Progetto India

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Sosteniamo il venerdì ludico per i bambini di Rochina | Brasile

Referenti a Rio de Janeiro: Barbara Olivi
Referenti in Italia: Micaela Vannucchi e Valeria Namiri

NUOVO PROGETTO in corso dal 2019

Nel 2019 Micromondo ha deciso di contribuire ad un nuovo progetto che sa davvero di eccezionale. Stiamo parlando di partecipare al sogno di una donna italiana che dal 2000 vive, per sua libera scelta, all’interno di una delle più grandi favelas di tutto il Sud America: la favela Rochina alla periferia di Rio de Janeiro (200.000 abitanti). Barbara Olivi, fondatrice e presidentessa dell’associazione brasiliana “Amigos da Vida Odv”, sta dando vita, insieme alla Odv “Il sorriso dei miei Bimbi”, ad una vera sfida: un caffè letterario all’interno della favela di Rochina. Vi chiederete dunque che ci fa un caffè letterario in mezzo ad una realtà fatta di degrado, sparatorie tra polizia brasiliana e narcotrafficanti, 200.000 persone che per lo stato brasiliano praticamente non esistono? Dà è la dimostrazione che un mondo migliore è possibile, che dove c’è cultura, conoscenza e rispetto dell’altro si può costruire insieme pace e un futuro per tutti, a partire dai bambini che, come sempre, sono le prime vittime silenziose dei degradi economici, sociali e culturali. Sui muri esterni del caffè letterario, chiamato “Garagem das Letras” (il garage dei libri) c’è la scritta enorme e colorata “paz per Rochina” (pace per la favela Rochina) e dentro, oltre naturalmente ai libri, tante persone che svolgono attività quotidiane per far sì che il Garagem sia uno spazio della e per la comunità, sicuro, protetto, pulito e colmo di creatività, interscambio culturale, voglia di conoscere, di imparare e di crescere per costruire un futuro migliore. Micromondo si è fatto carico del costo annuale del “Venerdì dei bambini”, un progetto mirato a garantire che ogni venerdì i bambini fino ai 12 anni, seguiti da un’educatrice esperta, si possano dedicare ad attività ludiche e ricreative su diversi temi di attualità. Oltre a questo, il venerdì è anche il giorno del cineforum, con merenda abbonante e sana. Questo giorno è ormai un appuntamento imperdibile per i più piccoli, in quanto permette loro di recuperare la propria infanzia, la protezione e l’affetto che non dovrebbero mancare a nessun bambino, mai! Il pensare di poter essere goccia, seppur piccola, di aiuto in una realtà così problematica, ma al contempo resa così bella dalla solidarietà e dalla caparbietà di chi non si arrende alle ingiustizie e alle brutture, rende tutti noi di Micromondo onorati e felici di partecipare.

Contributo stanziato nel 2020: 2.250,00 euro

NUOVO PROGETTO in corso dal 2019

Referenti a Rio de Janeiro: Barbara Olivi
Referenti in Italia: Micaela Vannucchi e Valeria Namiri

Il Progetto:
Nel 2019 Micromondo ha deciso di contribuire ad un nuovo progetto che sa davvero di eccezionale. Stiamo parlando di partecipare al sogno di una donna italiana che dal 2000 vive, per sua libera scelta, all’interno di una delle più grandi favelas di tutto il Sud America: la favela Rochina alla periferia di Rio de Janeiro (200.000 abitanti). Barbara Olivi, fondatrice e presidentessa dell’associazione brasiliana “Amigos da Vida Odv”, sta dando vita, insieme alla Odv “Il sorriso dei miei Bimbi”, ad una vera sfida: un caffè letterario all’interno della favela di Rochina. Vi chiederete dunque che ci fa un caffè letterario in mezzo ad una realtà fatta di degrado, sparatorie tra polizia brasiliana e narcotrafficanti, 200.000 persone che per lo stato brasiliano praticamente non esistono? Dà è la dimostrazione che un mondo migliore è possibile, che dove c’è cultura, conoscenza e rispetto dell’altro si può costruire insieme pace e un futuro per tutti, a partire dai bambini che, come sempre, sono le prime vittime silenziose dei degradi economici, sociali e culturali. Sui muri esterni del caffè letterario, chiamato “Garagem das Letras” (il garage dei libri) c’è la scritta enorme e colorata “paz per Rochina” (pace per la favela Rochina) e dentro, oltre naturalmente ai libri, tante persone che svolgono attività quotidiane per far sì che il Garagem sia uno spazio della e per la comunità, sicuro, protetto, pulito e colmo di creatività, interscambio culturale, voglia di conoscere, di imparare e di crescere per costruire un futuro migliore. Micromondo si è fatto carico del costo annuale del “Venerdì dei bambini”, un progetto mirato a garantire che ogni venerdì i bambini fino ai 12 anni, seguiti da un’educatrice esperta, si possano dedicare ad attività ludiche e ricreative su diversi temi di attualità. Oltre a questo, il venerdì è anche il giorno del cineforum, con merenda abbonante e sana. Questo giorno è ormai un appuntamento imperdibile per i più piccoli, in quanto permette loro di recuperare la propria infanzia, la protezione e l’affetto che non dovrebbero mancare a nessun bambino, mai! Il pensare di poter essere goccia, seppur piccola, di aiuto in una realtà così problematica, ma al contempo resa così bella dalla solidarietà e dalla caparbietà di chi non si arrende alle ingiustizie e alle brutture, rende tutti noi di Micromondo onorati e felici di partecipare.

Contributo stanziato nel 2020: 2.250,00 euro

Progetto Brasile

Con un piccolo gesto,
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Sosteniamo i bambini dell’Orfanotrofio Mama Anakuja di Malindi | Kenya

Referente a Malindi: Mama Doris Kabibi
Referente in Italia: Roberto Vernocchi

Progetto in corso dal 2005

Il Mama Anakuja è uno dei progetti storici di Micromondo (lo sosteniamo dal 2005!) ed è nato dall’incontro con Mama Liliana, tragicamente scomparsa il 16 marzo 2018 in un incidente d’auto mentre guidava, come tutte le mattine, sulla strada che porta a Muyeye. La grande opera di Mama Liliana continua grazie a Mama Doris, attuale direttrice dell’Orfanotrofio e a Roberto Vernocchi, figlio di Liliana e Presidente dell’associazione Amici dei Bambini di Mama Anakuja Onlus. Negli ultimi anni Micromondo ha contribuito alle spese delle rette scolastiche private che rappresentano una grossa spesa per l’Orfanotrofio. Come abbiamo avuto più volte modo di dire, la scelta di far frequentare a tutti i bambini le scuole private è dovuta al fatto che le scuole pubbliche in Kenya non garantiscono la dovuta istruzione. Mama Liliana ha sempre sostenuto che l’istruzione è la prima arma che un individuo ha per affrancarsi da un destino già segnato e incominciare un percorso di emancipazione, e noi la pensiamo come lei. Nel suo messaggio di novembre 2020, Roberto ci scrive per aggiornarci: “I bambini di Mama Anakuja stanno tutti bene grazie all’aiuto dei nostri sostenitori e all’amore che tutti noi di Mama Anakuja riserviamo quotidianamente a loro. Quest’anno con il virus covid, che purtroppo è arrivato anche in terra d’Africa, tutto è stato più complicato da gestire. Abbiamo dovuto provvedere, da soli e senza l’aiuto di nessun ente esterno, alla sicurezza della nostra casa, di tutti i suoi componenti, dei bambini e di chi ci lavora. Da qui l’esigenza di creare nuove regole, di sanificare i locali, di procurarci mascherine, di predisporre punti sparsi un po’ ovunque per lavarsi le mani frequentemente, di provvedere quotidianamente alla lettura della temperatura (con pistola termometro) per i dipendenti, i bambini e i ragazzi che rientrano da scuola. Tutto ciò ha gravato non poco nel bilancio di gestione. Soprattutto in un anno in cui alcuni dei nostri sponsor hanno avuto problemi economici non potendo così versare il loro contributo. Nei prossimi mesi dobbiamo sostituire il tetto del dormitorio nella nuova area posteriore e della lavanderia (6.000 € di spesa). Detto ciò, noi continuiamo ad aiutare chi ne ha bisogno. Negli ultimi 8 mesi abbiamo accolto altri 4 neonati arrivati da noi con pochi giorni di vita. Questi piccoli hanno bisogno delle particolari attenzioni delle nostre “mamme” che fanno a turno per assisterli 24 ore su 24 per le poppate e per i quali servono pannolini, latte in polvere e frequenti visite dal pediatra. Tutto ciò ha un costo elevato. Ma anche questi ultimi, non preoccupatevi, stanno crescendo felici e protetti dal nostro amore.” Con i nuovi arrivati, oggi sono 124 i bimbi e i ragazzi che risiedono stabilmente al Mama Anakuja e in più ci sono quelli che frequentano le scuole superiori e l’università. Anche i ragazzi che il Mama Anakuja è costretto per legge a rimandare a casa (compiuti i 14 anni i ragazzi possono solo dormire a casa o al college) vengono comunque monitorati a distanza dallo staff perché a casa le situazioni igienico-sanitarie ed economiche sono spesso disastrose. A volte lo stesso ufficio dei bambini riporta i ragazzi al Mama Anakuja perché a casa patiscono la fame. Anche quest’anno Micromondo sostiene il Mama Anakuja perché crediamo fermamente nell’importanza dell’istruzione.

Contributo stanziato nel 2020: 3.000,00 euro

Progetto in corso dal 2005

Referente a Malindi: Mama Doris Kabibi
Referente in Italia: Roberto Vernocchi

Il Progetto:

Il Mama Anakuja è uno dei progetti storici di Micromondo (lo sosteniamo dal 2005!) ed è nato dall’incontro con Mama Liliana, tragicamente scomparsa il 16 marzo 2018 in un incidente d’auto mentre guidava, come tutte le mattine, sulla strada che porta a Muyeye. La grande opera di Mama Liliana continua grazie a Mama Doris, attuale direttrice dell’Orfanotrofio e a Roberto Vernocchi, figlio di Liliana e Presidente dell’associazione Amici dei Bambini di Mama Anakuja Onlus. Negli ultimi anni Micromondo ha contribuito alle spese delle rette scolastiche private che rappresentano una grossa spesa per l’Orfanotrofio. Come abbiamo avuto più volte modo di dire, la scelta di far frequentare a tutti i bambini le scuole private è dovuta al fatto che le scuole pubbliche in Kenya non garantiscono la dovuta istruzione. Mama Liliana ha sempre sostenuto che l’istruzione è la prima arma che un individuo ha per affrancarsi da un destino già segnato e incominciare un percorso di emancipazione, e noi la pensiamo come lei. Nel suo messaggio di novembre 2020, Roberto ci scrive per aggiornarci: “I bambini di Mama Anakuja stanno tutti bene grazie all’aiuto dei nostri sostenitori e all’amore che tutti noi di Mama Anakuja riserviamo quotidianamente a loro. Quest’anno con il virus covid, che purtroppo è arrivato anche in terra d’Africa, tutto è stato più complicato da gestire. Abbiamo dovuto provvedere, da soli e senza l’aiuto di nessun ente esterno, alla sicurezza della nostra casa, di tutti i suoi componenti, dei bambini e di chi ci lavora. Da qui l’esigenza di creare nuove regole, di sanificare i locali, di procurarci mascherine, di predisporre punti sparsi un po’ ovunque per lavarsi le mani frequentemente, di provvedere quotidianamente alla lettura della temperatura (con pistola termometro) per i dipendenti, i bambini e i ragazzi che rientrano da scuola. Tutto ciò ha gravato non poco nel bilancio di gestione. Soprattutto in un anno in cui alcuni dei nostri sponsor hanno avuto problemi economici non potendo così versare il loro contributo. Nei prossimi mesi dobbiamo sostituire il tetto del dormitorio nella nuova area posteriore e della lavanderia (6.000 € di spesa). Detto ciò, noi continuiamo ad aiutare chi ne ha bisogno. Negli ultimi 8 mesi abbiamo accolto altri 4 neonati arrivati da noi con pochi giorni di vita. Questi piccoli hanno bisogno delle particolari attenzioni delle nostre “mamme” che fanno a turno per assisterli 24 ore su 24 per le poppate e per i quali servono pannolini, latte in polvere e frequenti visite dal pediatra. Tutto ciò ha un costo elevato. Ma anche questi ultimi, non preoccupatevi, stanno crescendo felici e protetti dal nostro amore.” Con i nuovi arrivati, oggi sono 124 i bimbi e i ragazzi che risiedono stabilmente al Mama Anakuja e in più ci sono quelli che frequentano le scuole superiori e l’università. Anche i ragazzi che il Mama Anakuja è costretto per legge a rimandare a casa (compiuti i 14 anni i ragazzi possono solo dormire a casa o al college) vengono comunque monitorati a distanza dallo staff perché a casa le situazioni igienico-sanitarie ed economiche sono spesso disastrose. A volte lo stesso ufficio dei bambini riporta i ragazzi al Mama Anakuja perché a casa patiscono la fame. Anche quest’anno Micromondo sostiene il Mama Anakuja perché crediamo fermamente nell’importanza dell’istruzione.

Contributo stanziato nel 2020: 3.000,00 euro

Progetto kenya

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Sosteniamo i bambini di Malaika Children’s Home di Arusha | Tanzania

Referenti ad Arusha: Jutta Kassman
Referenti in Italia: Giulia Leone e Francesco Tiso

Progetto in corso dal 2012

Micromondo è vicina ai bambini di Malaika Children’s Home sin dal 2012. Questo progetto è nato dal desiderio comune di Francesca e Jutta di realizzare una vera e propria casa famiglia, dove accogliere e far crescere i bambini orfani. Nell’arco degli anni Malaika è cresciuta e oggi è una realtà a cui i servizi sociali affidano i bambini abbandonati. Dopo aver contribuito inizialmente alle visite mediche per tutti gli ospiti e ai bisogni primari (creazione di un orto e di un pollaio) per garantire ai bambini un’alimentazione sana e costante, l’aiuto di Micromondo si è concentrato soprattutto nel sostenere parte delle spese scolastiche del prescuola in lingua inglese, che permette ai più piccoli di avere le basi e gli strumenti per arrivare con successo alla scuola superiore e conseguire i traguardi che i loro fratelli più grandi stanno già raggiungendo. Potranno così acquisire le competenze per intraprendere studi superiori. Avere un buon livello di istruzione, oltre a farli crescere culturalmente, garantirà loro un corretto inserimento nella vita reale. I ragazzi crescono e le loro esigenze aumentano. Lo staff di Malaika, quando è possibile, cerca di favorire il reinserimento dei ragazzi nelle loro famiglie, non perdendoli però mai di vista, per essere sicuri che anche a casa ricevano tutto ciò di cui hanno bisogno, tra cui anche l’istruzione.

La richiesta per quest’anno è di un contributo per sostenere economicamente le famiglie dei 6 ragazzi che sono stati reinseriti, così che possano continuare a prendersene cura, anche attraverso l’avviamento di piccole attività economiche. A tale scopo è stata assunta direttamente un’assistente sociale locale che si occupa inoltre di seguire i rapporti con l’esterno, burocrazia compresa. La mediazione di personale del posto è molto importante perché consente di riscuotere maggiore credibilità sia da parte delle famiglie che delle stesse istituzioni governative.

Giulia e Francesco ci scrivono:

<<Cari amici di Micromondo, grazie prima di tutto per aver incluso la casa-famiglia Malaika, in Tanzania, tra le iniziative che avete sostenuto negli ultimi anni e grazie per averci contattati anche ora. Senza il vostro importante e costante contributo non avremmo potuto aiutare i circa 30 bambini e ragazzi in difficoltà che ci sono attualmente affidati dai servizi sociali. La nostra richiesta per il prossimo anno è finalizzata ad aiutare quei bambini e ragazzi che negli ultimi tempi siamo riusciti a reinserire nelle famiglie di origine o presso parenti anche lontani, ma che continuiamo a monitorare con frequenti visite nelle loro case, per seguire la loro crescita e assicurarci che tutto proceda bene. Li visitiamo anche nei collegi a cui li abbiamo iscritti perché possano studiare senza interferenze di richieste di lavoro da parte delle famiglie. Durante il periodo di chiusura delle scuole in Tanzania per il Covid (tre mesi da marzo a giugno) siamo riusciti ugualmente a visitare i ragazzi nelle loro case e ci siamo resi conto di come la situazione economica delle famiglie, in poco tempo, sia diventata drammatica a causa del virus. Non si tratta tanto di un’emergenza sanitaria, visto che il Paese sembra per fortuna colpito in misura moderata dal virus – forse per la giovane età della popolazione – quanto piuttosto di una forte situazione di disagio economico.

Abbiamo portato come al solito durante le visite alle famiglie un po’ di cibo e alcuni vestiti, e ci siamo resi conto di come questa volta il nostro contributo fosse indispensabile per la sopravvivenza. Abbiamo quindi deciso di potenziare il nostro progetto di ’outreach’ e di sostenere le famiglie dei ragazzi con piccoli progetti destinati a metterle in grado di sopravvivere: un allevamento di polli, un piccolo commercio di indumenti o altro. Stiamo inoltre attivando un’assicurazione sanitaria che permetta loro di accedere alle cure di base, altrimenti a pagamento.

Grazie di cuore per la vostra attenzione e il vostro sostegno!

Giulia e Francesco con i volontari di Malaika>> .

 Contributo stanziato nel 2020: 2.800,00 euro

Progetto in corso dal 2012

Referenti ad Arusha: Jutta Kassman

Referenti in Italia: Giulia Leone e Francesco Tiso

Il Progetto:

Micromondo è vicina ai bambini di Malaika Children’s Home sin dal 2012. Questo progetto è nato dal desiderio comune di Francesca e Jutta di realizzare una vera e propria casa famiglia, dove accogliere e far crescere i bambini orfani. Nell’arco degli anni Malaika è cresciuta e oggi è una realtà a cui i servizi sociali affidano i bambini abbandonati. Dopo aver contribuito inizialmente alle visite mediche per tutti gli ospiti e ai bisogni primari (creazione di un orto e di un pollaio) per garantire ai bambini un’alimentazione sana e costante, l’aiuto di Micromondo si è concentrato soprattutto nel sostenere parte delle spese scolastiche del prescuola in lingua inglese, che permette ai più piccoli di avere le basi e gli strumenti per arrivare con successo alla scuola superiore e conseguire i traguardi che i loro fratelli più grandi stanno già raggiungendo. Potranno così acquisire le competenze per intraprendere studi superiori. Avere un buon livello di istruzione, oltre a farli crescere culturalmente, garantirà loro un corretto inserimento nella vita reale. I ragazzi crescono e le loro esigenze aumentano. Lo staff di Malaika, quando è possibile, cerca di favorire il reinserimento dei ragazzi nelle loro famiglie, non perdendoli però mai di vista, per essere sicuri che anche a casa ricevano tutto ciò di cui hanno bisogno, tra cui anche l’istruzione.

La richiesta per quest’anno è di un contributo per sostenere economicamente le famiglie dei 6 ragazzi che sono stati reinseriti, così che possano continuare a prendersene cura, anche attraverso l’avviamento di piccole attività economiche. A tale scopo è stata assunta direttamente un’assistente sociale locale che si occupa inoltre di seguire i rapporti con l’esterno, burocrazia compresa. La mediazione di personale del posto è molto importante perché consente di riscuotere maggiore credibilità sia da parte delle famiglie che delle stesse istituzioni governative.

Giulia e Francesco ci scrivono:

<<Cari amici di Micromondo, grazie prima di tutto per aver incluso la casa-famiglia Malaika, in Tanzania, tra le iniziative che avete sostenuto negli ultimi anni e grazie per averci contattati anche ora. Senza il vostro importante e costante contributo non avremmo potuto aiutare i circa 30 bambini e ragazzi in difficoltà che ci sono attualmente affidati dai servizi sociali. La nostra richiesta per il prossimo anno è finalizzata ad aiutare quei bambini e ragazzi che negli ultimi tempi siamo riusciti a reinserire nelle famiglie di origine o presso parenti anche lontani, ma che continuiamo a monitorare con frequenti visite nelle loro case, per seguire la loro crescita e assicurarci che tutto proceda bene. Li visitiamo anche nei collegi a cui li abbiamo iscritti perché possano studiare senza interferenze di richieste di lavoro da parte delle famiglie. Durante il periodo di chiusura delle scuole in Tanzania per il Covid (tre mesi da marzo a giugno) siamo riusciti ugualmente a visitare i ragazzi nelle loro case e ci siamo resi conto di come la situazione economica delle famiglie, in poco tempo, sia diventata drammatica a causa del virus. Non si tratta tanto di un’emergenza sanitaria, visto che il Paese sembra per fortuna colpito in misura moderata dal virus – forse per la giovane età della popolazione – quanto piuttosto di una forte situazione di disagio economico.

Abbiamo portato come al solito durante le visite alle famiglie un po’ di cibo e alcuni vestiti, e ci siamo resi conto di come questa volta il nostro contributo fosse indispensabile per la sopravvivenza. Abbiamo quindi deciso di potenziare il nostro progetto di ’outreach’ e di sostenere le famiglie dei ragazzi con piccoli progetti destinati a metterle in grado di sopravvivere: un allevamento di polli, un piccolo commercio di indumenti o altro. Stiamo inoltre attivando un’assicurazione sanitaria che permetta loro di accedere alle cure di base, altrimenti a pagamento.

Grazie di cuore per la vostra attenzione e il vostro sostegno!

Giulia e Francesco con i volontari di Malaika>> .

Contributo stanziato nel 2020: 2.800,00 euro

Progetto Tanzania

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fatti da Micromondo al PROGETTO TANZANIA

Sosteniamo i bambini rifugiati del Sud Sudan a Namugongo | Uganda

Referente a Namugongo: Sr. Franca Fusato

Progetto in corso dal 2007

Suor Franca e le suore che la affiancano negli anni sono riuscite a creare delle realtà di scuola e assistenza ai bambini e alle loro famiglie nelle situazioni più impensabili. Il primo aiuto che noi di Micromondo abbiamo fornito nel 2005 è servito per realizzare un secondo dormitorio all’interno della scuola di Fratel Ambrose, sacerdote comboniano, a Namugongo. L’istituto ospita quei bambini che provengono da troppo lontano per poter tornare alle loro abitazioni tutti i giorni e il secondo dormitorio serve a tenere separate le ottanta bambine dai bambini in un contesto in cui i piccoli ospiti continuano ad aumentare. La possibilità di accogliere anche le bambine all’interno della scuola è un argomento al quale siamo molto sensibili dal momento che in Uganda si dà scarsa importanza all’educazione scolastica femminile, mentre noi siamo fermamente convinti che il primo passo per l’emancipazione verso una società più giusta sia proprio fornire a tutti gli strati della popolazione gli strumenti per essere e diventare donne e uomini liberi. Negli anni seguenti abbiamo seguito Suor Franca in tutte le sue avventure:

– dal 2007 al 2011 affitto delle casette che a Kampala ospitano i bambini profughi dal Sud Sudan che nelle vacanze non possono tornare a casa;

– dal 2012 al 2015 rette degli asili a Juba in Sud Sudan per i più piccoli;

– dal 2016 inserimento dei bambini degli slums delle baraccopoli di Nairobi in Kenia in scuole che, per quanto improvvisate, hanno comunque il compito importantissimo di tenere i bambini lontano dalla delinquenza e soprattutto impedire che vengano rapiti per farne bambini soldato;

– dal 2018 al 2019 assistenza alle famiglie del campo profughi di Kiryandongo nel nord ovest dell’Uganda. Il campo, nato per ospitare i profughi sud sudanesi in fuga dalla guerra, si trova a dover ospitare anche numerose famiglie che abbandonano la provincia di Kampala dove la vita è diventata troppo cara. Qui hanno la possibilità di ottenere un piccolo appezzamento di terra dove, dopo la tenda ricevuta all’arrivo, possono costruire una capanna e coltivare il campo per ottenere un po’ di cibo da aggiungere al poco che ricevono dalla organizzazione. Nel Campo di Kiryandongo, si sono trasferiti anche alcuni dei bambini di Suor Franca con le loro famiglie.

Le nostre amiche suore sono particolarmente caparbie e nonostante le mille difficoltà riescono a seguire tutte le realtà che hanno creato, non solo aiutando a sostenere le rette scolastiche, ma anche garantendo cibo, cure mediche e tutto ciò che è di prima necessità. Affidiamo il racconto della situazione attuale legata al Covid alle parole di Suor Franca che ci ha scritto a Novembre:

“Qui la situazione Covid non è così pesante come in Italia e vedo che sono appena appena riuscita a scappare da Roma e ritornare a casa. Anche qui però ci sono ancora molte restrizioni, ci si muove usando la mascherina negli ambienti pubblici, negozi, chiese ecc, mentre la gente per strada si muove senza niente. C’è il coprifuoco dalle 10 di sera alle 5 del mattino. Si nota la povertà in crescita ma il sorriso non ha abbandonato il volto della gente, sempre cordiale, industriosa e accogliente. Le scuole sono ancora chiuse, meno per i finalisti delle scuole elementari, secondarie e di liceo per ammissione alle università. Tanti lavori sono sospesi e molti i lavoratori a casa: qui non ci sono sindacati, ecc. ….Ho trovato le famiglie dove vivono i bambini che riusciamo ad assistere molto stremate dalla situazione: come mantenere i bambini a casa da scuola, come pagare l’affitto quando non c’è lavoro, come provvedere alle medicine contro la malaria, il tifo, la tosse, la polmonite… sempre sperando che non si verifichi il contagio Covid. Le notizie che ho dei bambini nel campo rifugiati di cui si prendono cura le nostre suore locali, evidenziano mancanza di indumenti, coperte, medicine e zucchero, farina e latte in polvere per i più’ piccoli che hanno bisogno di una tazza di porridge caldo al mattino per dare loro un sostegno alimentare ricco di calorie. In queste situazioni limite bisogna solo pensare alla sopravvivenza. Qualsiasi  donazione sarà benedetta. “

Contributo stanziato: 2.200,00 euro

Progetto in corso dal 2007

Referente a Namugongo: Sr. Franca Fusato

Il Progetto:

Suor Franca e le suore che la affiancano negli anni sono riuscite a creare delle realtà di scuola e assistenza ai bambini e alle loro famiglie nelle situazioni più impensabili. Il primo aiuto che noi di Micromondo abbiamo fornito nel 2005 è servito per realizzare un secondo dormitorio all’interno della scuola di Fratel Ambrose, sacerdote comboniano, a Namugongo. L’istituto ospita quei bambini che provengono da troppo lontano per poter tornare alle loro abitazioni tutti i giorni e il secondo dormitorio serve a tenere separate le ottanta bambine dai bambini in un contesto in cui i piccoli ospiti continuano ad aumentare. La possibilità di accogliere anche le bambine all’interno della scuola è un argomento al quale siamo molto sensibili dal momento che in Uganda si dà scarsa importanza all’educazione scolastica femminile, mentre noi siamo fermamente convinti che il primo passo per l’emancipazione verso una società più giusta sia proprio fornire a tutti gli strati della popolazione gli strumenti per essere e diventare donne e uomini liberi. Negli anni seguenti abbiamo seguito Suor Franca in tutte le sue avventure:

– dal 2007 al 2011 affitto delle casette che a Kampala ospitano i bambini profughi dal Sud Sudan che nelle vacanze non possono tornare a casa;

– dal 2012 al 2015 rette degli asili a Juba in Sud Sudan per i più piccoli;

– dal 2016 inserimento dei bambini degli slums delle baraccopoli di Nairobi in Kenia in scuole che, per quanto improvvisate, hanno comunque il compito importantissimo di tenere i bambini lontano dalla delinquenza e soprattutto impedire che vengano rapiti per farne bambini soldato;

– dal 2018 al 2019 assistenza alle famiglie del campo profughi di Kiryandongo nel nord ovest dell’Uganda. Il campo, nato per ospitare i profughi sud sudanesi in fuga dalla guerra, si trova a dover ospitare anche numerose famiglie che abbandonano la provincia di Kampala dove la vita è diventata troppo cara. Qui hanno la possibilità di ottenere un piccolo appezzamento di terra dove, dopo la tenda ricevuta all’arrivo, possono costruire una capanna e coltivare il campo per ottenere un po’ di cibo da aggiungere al poco che ricevono dalla organizzazione. Nel Campo di Kiryandongo, si sono trasferiti anche alcuni dei bambini di Suor Franca con le loro famiglie.

Le nostre amiche suore sono particolarmente caparbie e nonostante le mille difficoltà riescono a seguire tutte le realtà che hanno creato, non solo aiutando a sostenere le rette scolastiche, ma anche garantendo cibo, cure mediche e tutto ciò che è di prima necessità. Affidiamo il racconto della situazione attuale legata al Covid alle parole di Suor Franca che ci ha scritto a Novembre:

“Qui la situazione Covid non è così pesante come in Italia e vedo che sono appena appena riuscita a scappare da Roma e ritornare a casa. Anche qui però ci sono ancora molte restrizioni, ci si muove usando la mascherina negli ambienti pubblici, negozi, chiese ecc, mentre la gente per strada si muove senza niente. C’è il coprifuoco dalle 10 di sera alle 5 del mattino. Si nota la povertà in crescita ma il sorriso non ha abbandonato il volto della gente, sempre cordiale, industriosa e accogliente. Le scuole sono ancora chiuse, meno per i finalisti delle scuole elementari, secondarie e di liceo per ammissione alle università. Tanti lavori sono sospesi e molti i lavoratori a casa: qui non ci sono sindacati, ecc. ….Ho trovato le famiglie dove vivono i bambini che riusciamo ad assistere molto stremate dalla situazione: come mantenere i bambini a casa da scuola, come pagare l’affitto quando non c’è lavoro, come provvedere alle medicine contro la malaria, il tifo, la tosse, la polmonite… sempre sperando che non si verifichi il contagio Covid. Le notizie che ho dei bambini nel campo rifugiati di cui si prendono cura le nostre suore locali, evidenziano mancanza di indumenti, coperte, medicine e zucchero, farina e latte in polvere per i più’ piccoli che hanno bisogno di una tazza di porridge caldo al mattino per dare loro un sostegno alimentare ricco di calorie. In queste situazioni limite bisogna solo pensare alla sopravvivenza. Qualsiasi  donazione sarà benedetta. “

Contributo stanziato nel 2020: 2.200,00 euro

Progetto Uganda

Con un piccolo gesto,
ci aiuterai a fare grandi cose!

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Questo è un pagamento sicuro crittografato SSL.
Termini

Totale Donazione: 5,00€

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e leggere le notizie relative a tutti gli interventi
fatti da Micromondo al PROGETTO UGANDA

Sosteniamo le bambine e i bambini dell’Orfanotrofio Saint Mary a Pathein | Myanmar

Referente a Yangon: Suor Anna Teresa
Referenti in Italia: Marco e Anita Sacchi

Progetto in corso dal 2011

Conosciamo Suor Anna nel 2011: in quell’occasione l’aiutiamo a realizzare l’orfanotrofio di Saint Mary a Pathein e le strutture ad esso collegate (stalle, orti, pollai), sostenendo questo suo primo progetto fino al 2016, quando Suor Anna si dedica ad un’altra impresa in una zona distante circa quattro ore dall’orfanotrofio: la gestione della Nursery School, una scuola materna ad Hmawbi, quartiere molto povero alla periferia di Yangon. Negli anni il numero dei bambini cresce rapidamente e Micromondo, oltre a contribuire alle spese ordinarie e straordinarie, si occupa anche dell’acquisto di giochi, che potrebbero sembrare superflui, ma che hanno invece l’importante compito di creare una realtà a dimensione di bambino e far sì che questi piccoli si sentano amati e felici.
Nel 2018, l’energia di Suor Anna viene messa alla prova da una nuova situazione di emergenza che la sua Congregazione si trova ad affrontare: si tratta della gestione di ben sette scuole materne (sei nella Diocesi di Pathein e una nella Diocesi di Yangon) che si trovano improvvisamente senza alcuna amministrazione. Suor Anna, sostenuta da Micromondo, accoglie la sfida! Le scuole vengono tutte riunite sotto il nome di “St. Francis Xavier Nursery” e ogni singolo istituto viene registrato ufficialmente per permetterne la gestione amministrativa; inoltre le strutture vengono rinnovate dopo anni di mancata manutenzione.
Le scuole sono una presenza importante sul territorio ed un grande aiuto per i bambini e le tante famiglie povere dei villaggi: con la loro opera, Suor Anna e le sue Sorelle vogliono essere vicine ai bambini e alle loro famiglie condividendo quotidia-namente le gioie e le sofferenze della loro vita.
Nel 2019 l’attenzione torna al progetto originario dell’Orfanotrofio Saint Mary di Pathein, dove vivono 90 bambine e ragazze dai 6 anni in su. Il loro numero è sempre crescente e la struttura dedicata alle ragazze purtroppo non è più sufficiente ad ospitarle tutte. Le ragazze universitarie alloggiano da ormai 3 o 4 anni in una piccola e vecchia casa dotata di soli 15 letti e in questi ultimi anni si sono aggiunte le ragazze provenienti dalla provincia: per questo le Suore ci chiedono aiuto.
Nel settembre 2019 inizia l’ampliamento architettonico dell’Orfanotrofio. La nuova struttura a due piani, costruita sul terreno di proprietà della Congregazione, accoglierà le ragazze che hanno l’età per frequentare le Scuole superiori e l’Università a Pathein. Il contributo di Micromondo è il primo ad arrivare e permette alle Suore di coprire i costi dei permessi di costruzione e delle fondamenta dell’edificio dando  letteralmente “il via” alla costruzione della struttura. Nel 2020 il nostro intervento è ancora legato alla realizzazione dell’Orfanotrofio destinato alle ragazze universitarie. Con i 3000 euro da noi donati infatti verrà completata la struttura entro i tempi stabiliti, cioè entro il 13 Febbraio 2021, data in cui scadrà il permesso di costruzione emesso dall’autorità locale, ad un anno esatto dall’inizio dei lavori (iniziati il 14 febbraio 2020).
Il nostro aiuto ed il nostro legame con Suor Anna Teresa e le sue consorelle continua.
Sulla situazione legata alla pandemia di Covid, Suor Anna Teresa ci riferisce che durante la prima ondata il Myanmar non è stato colpito e così si erano illusi che non sarebbe arrivato; a giugno 2020 invece il Covid è comparso anche lì, così è stato decretato  lo stato di emergenza e stabilito il lockdown che di fatto limita gli spostamenti: a seguito di ciò, la situazione pandemica sembra essere più sotto controllo.
Ciò che invece sta accadendo in queste ultime settimane, dopo il golpe militare del 1° febbraio 2021, e l’arresto di Aung San Suu Kyi, ci riempie di preoccupazione e di sdegno per le violenze e le uccisioni perpetrate giornalmente contro liberi cittadini che si battono per la loro libertà e quella dei loro figli.  Abbiamo raggiunto Suor Anna Teresa  telefonicamente e sappiamo che lei e i bambini stanno bene, ma non possiamo non essere preoccupati per i giorni a venire e non smetteremo di essere loro vicini oggi più che mai.

Progetto in corso dal 2017

Referente a Yangon: Suor Anna Teresa
Referenti in Italia: Marco e Anita Sacchi

Il Progetto:
Conosciamo Suor Anna nel 2011: in quell’occasione l’aiutiamo a realizzare l’orfanotrofio di Saint Mary a Pathein e le strutture ad esso collegate (stalle, orti, pollai), sostenendo questo suo primo progetto fino al 2016, quando Suor Anna si dedica ad un’altra impresa in una zona distante circa quattro ore dall’orfanotrofio: la gestione della Nursery School, una scuola materna ad Hmawbi, quartiere molto povero alla periferia di Yangon. Negli anni il numero dei bambini cresce rapidamente e Micromondo, oltre a contribuire alle spese ordinarie e straordinarie, si occupa anche dell’acquisto di giochi, che potrebbero sembrare superflui, ma che hanno invece l’importante compito di creare una realtà a dimensione di bambino e far sì che questi piccoli si sentano amati e felici.
Nel 2018, l’energia di Suor Anna viene messa alla prova da una nuova situazione di emergenza che la sua Congregazione si trova ad affrontare: si tratta della gestione di ben sette scuole materne (sei nella Diocesi di Pathein e una nella Diocesi di Yangon) che si trovano improvvisamente senza alcuna amministrazione. Suor Anna, sostenuta da Micromondo, accoglie la sfida! Le scuole vengono tutte riunite sotto il nome di “St. Francis Xavier Nursery” e ogni singolo istituto viene registrato ufficialmente per permetterne la gestione amministrativa; inoltre le strutture vengono rinnovate dopo anni di mancata manutenzione.
scuole sono una presenza importante sul territorio ed un grande aiuto per i bambini e le tante famiglie povere dei villaggi: con la loro opera, Suor Anna e le sue Sorelle vogliono essere vicine ai bambini e alle loro famiglie condividendo quotidia-namente le gioie e le sofferenze della loro vita.
Nel 2019 l’attenzione torna al progetto originario dell’Orfanotrofio Saint Mary di Pathein, dove vivono 90 bambine e ragazze dai 6 anni in su. Il loro numero è sempre crescente e la struttura dedicata alle ragazze purtroppo non è più sufficiente ad ospitarle tutte. Le ragazze universitarie alloggiano da ormai 3 o 4 anni in una piccola e vecchia casa dotata di soli 15 letti e in questi ultimi anni si sono aggiunte le ragazze provenienti dalla provincia: per questo le Suore ci chiedono aiuto.
Nel settembre 2019 inizia l’ampliamento architettonico dell’Orfanotrofio. La nuova struttura a due piani, costruita sul terreno di proprietà della Congregazione, accoglierà le ragazze che hanno l’età per frequentare le Scuole superiori e l’Università a Pathein. Il contributo di Micromondo è il primo ad arrivare e permette alle Suore di coprire i costi dei permessi di costruzione e delle fondamenta dell’edificio dando  letteralmente “il via” alla costruzione della struttura. Nel 2020 il nostro intervento è ancora legato alla realizzazione dell’Orfanotrofio destinato alle ragazze universitarie. Con i 3000 euro da noi donati infatti verrà completata la struttura entro i tempi stabiliti, cioè entro il 13 Febbraio 2021, data in cui scadrà il permesso di costruzione emesso dall’autorità locale, ad un anno esatto dall’inizio dei lavori (iniziati il 14 febbraio 2020).
Il nostro aiuto ed il nostro legame con Suor Anna Teresa e le sue consorelle continua.
Sulla situazione legata alla pandemia di Covid, Suor Anna Teresa ci riferisce che durante la prima ondata il Myanmar non è stato colpito e così si erano illusi che non sarebbe arrivato; a giugno 2020 invece il Covid è comparso anche lì, così è stato decretato  lo stato di emergenza e stabilito il lockdown che di fatto limita gli spostamenti: a seguito di ciò, la situazione pandemica sembra essere più sotto controllo.
Ciò che invece sta accadendo in queste ultime settimane, dopo il golpe militare del 1° febbraio 2021, e l’arresto di Aung San Suu Kyi, ci riempie di preoccupazione e di sdegno per le violenze e le uccisioni perpetrate giornalmente contro liberi cittadini che si battono per la loro libertà e quella dei loro figli.  Abbiamo raggiunto Suor Anna Teresa  telefonicamente e sappiamo che lei e i bambini stanno bene, ma non possiamo non essere preoccupati per i giorni a venire e non smetteremo di essere loro vicini oggi più che mai.

Progetto Myanmar

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